Cosa fornire per la prima valutazione.

Un buon modo di fare per il superamento delle barriere architettoniche prevede che la proposta di massima venga redatta sulla base della documentazione che viene fornita dalla committenza, come è corretto che sia nella fase iniziale.

Palese quindi come la bontà del materiale che verrà fornito è semplicemente fondamentale ed a questo scopo alcune indicazioni possono essere utili per fare la differenza, migliorando il risultato.

Documentare!

La cosa più facile da fare è utilizzare la documentazione di progetto, che se l’edificio è recente o da poco modificato dovrebbe essere posseduta o facimente reperibile. In questo caso l’invio a mezzo posta elettronica di piante, prospetti e sezioni consente di partire bene, senza costi aggiuntivi.

Altrettanto importante è la documentazione fotografica, la quale, pur se non richiede il lavoro di un professionista, quanto meno deve essere chiara. Può farla ciascuno di noi con il proprio smartphone, avendo però chiaro lo scopo degli scatti: far capire lo stato dei luoghi a chi è chiamato ad intervenire.

Infine, servono alcune misure, chiamarlo rilievo è forse eccessivo ma deve essere chiaro come anche in presenza di documentazione tecnica ineccepibile alcune verifiche possono essere più utili di quello che sembra. Troppe volte, infatti, malgrado qualcuno abbia attestato misure e caratteristiche di un certo tipo -e quindi a norma- la realtà ci espone -drammaticamente- al contrario. Poco importa in questa sede il motivo, le responsabilità e le conseguenze, a noi interessa solo la comprensione della qualità e natura dei problemi da risolvere e come farlo, nel migliore dei modi.

Lavorare insieme è meglio.

Il lavoro congiunto è sempre la cosa migliore, e lo è ancora di più nelle fasi iniziali, quelle in cui la distanza ha la maggiore influenza, ma naturalmente pure nelle fasi successive, per la verifica “sul campo” delle proposte progettuali.

autore: Massimo Meneghin