I percorsi per non vedenti ed ipovedenti sono codificati.

La mobilità pedonale per le persone non vedenti o ipovedenti viene notevolmente migliorata dalla posa a terra di elementi facenti parte di un vero e proprio codice interpretabile dai diretti interessati.

Questo è sicuramente un buon modo di abbattere le barriere architettoniche, sicuramente di semplice posa e che consente un ottimo risultato dal punto di vista funzionale.

Quali percorsi sono stati adeguati.

Il risultato dell’operazione è naturalmente legato all’estensione del sistema, e se l’applicazione è limitata dalla pochezza delle installazioni, pressoché presenti solo nei centri urbani di maggiori dimensioni e qui ai soli punti di maggior traffico, non può che essere misero.

Tale fatto è comprensibile, se non altro perché se le risorse non sono infinite, è necessario darsi delle priorità e rispettarle. Una semplice strategia consiglia di fatto di non disperdere a pioggia la ridotta disponibilità ed adeguare i percorsi più transitati.

Diverso è però il caso dei rifacimenti delle pavimentazioni e delle nuove realizzazioni. Come è possibile, infatti, che oggi si costruiscano -o ri-costruiscano- pavimentazioni, ovunque esse siano ubicate, che non comprendano questo tipo di soluzione?

Chi deve intervenire.

Fare quindi si può ma non lo si fa. A chi dovrebbe spettare il ruolo di promotore? Ovviamente le figure sono più di una:

  • dovrebbe essere il legislatore a rendere obbligatorio questo modo di fare, quanto meno tutte le volte in cui si interviene su queste parti;
  • in attesa di ciò sarebbe sufficiente la sensibilità da parte delle amministrazioni locali, che ne devono richiedere l’adozione in ogni occasione;
  • infine pure i progettisti, che sono il braccio armato della cosa, coloro che fanno da tramite tra teoria e pratica, potrebbero ed anzi dovrebbero attivarsi in tal senso.

Una nota finale è però necessaria, i percorsi devono essere realizzati in modo corretto, specie se ad uso di persone che non vedono e sono costrette a “fidarsi” del codice a terra, ma troppo spesso vediamo l’esatto contrario.

autore: Massimo Meneghin

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