La normativa sulle opere edilizie.

L’architetto creativo, quello che segue solo il proprio istinto artistico, è definitivamente tramontato o quanto meno relegato a pochissimi esempi. La maggior parte di architetti, geometri, ingegneri e periti lavora sporcandosi le mani ogni giorno con i problemi reali, e questi comprendono il confronto con le problematiche in materia di barriere architettoniche.

La normativa edilizia, come è ben noto a tutti gli operatori del settore ma non solo, detta una serie di prescrizioni sui singoli elementi, obbligando il progettista, il direttore dei lavori e l’esecutore a tenerne conto in tutte le fasi, dalla progettazione alla direzione dei lavori, dalla realizzazione fino alla certificazione finale.

Gli adempimenti progettuali sulle barriere architettoniche.

La legge lo indica chiaramente: è necessario ed inderogabile che chi voglia costruire o ristrutturare produca, tramite i propri tecnici di fiducia, l’elaborato grafico e la relazione tecnica da allegare al progetto dell’edificio.

Per questo già nelle fasi iniziali del processo edilizio si deve affrontare -e risolvere– ogni problematica in materia e si deve dimostrare il rispetto della norma, anche con l’eventuale applicazione di deroghe quando ne ricorre il caso.

Gli adempimenti nella fase costruttiva.

Scontato come dopo averlo fatto per il progetto il controllo passi alla fase realizzativa di quanto previsto. Tale compito, come è ovvio, spetta al direttore dei lavori.

Questi è garante della bontà dell’operato dell’impresa e se assume la responsabilità, anche in materia di superamento e/o contenimento delle barriere architettoniche.

Gli adempimenti a lavori conclusi.

Al termine dei lavori ed a conclusione dell’iter burocratico il direttore deve rilasciare l’attestazione di conformità, senza la quale non è possibile ottenere l’agibilità del fabbricato.

Quello che vediamo ogni giorno dimostra che spesso la documentazione di cui sopra non corrisponde alla realtà costruita, il che può essere un problema vero per chi ha sottoscritto le più classiche carte false.

Il danno ricade ovviamente sul committente delle opere, è il proprietario -infatti- che si ritrova un immobile meno utilizzabile e viziato in modo spesso grave anche dal punto di vista commerciale: non è meglio affidare la cosa -in tutto o in parte- a veri specialisti?

autore: Massimo Meneghin

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