Le barriere architettoniche possono essere ovunque, non solo nei fabbricati.

La corte, cioè lo spazio aperto intorno all’edificio, ma a volte invece racchiuso nell’edificio, deve essere percorribile da tutti, senza sforzo, senza ostacoli e pericoli.

La corte, infatti, se presente, è l’elemento di congiunzione tra la viabilità pubblica e l’edificio in cui viviamo, lavoriamo, ci ristoriamo, facciamo le spese e via dicendo. Poco importante, se non inutile, è avere edifici fruibili se non posso arrivarci!

La corte deve essere dotata di percorsi transitabili.

Per questo è estremamente importante che i percorsi di collegamento tra i vari punti notevoli qui presenti siano percorribili da tutti. Senza la pretesa di essere esaustivi, possiamo così indicare i principali tra questi:

  • la porta di accesso al fabbricato (vano scale condominiale o singolo accesso all’abitazione, ufficio o altro);
  • i portoni di accesso ai garages (singoli o condominiali che siano);
  • il cancelletto pedonale (o comunque il punto da cui avviene l’accesso quando non si utilizzano mezzi di trasporto);
  • il cancello carraio (o comunque il punto da cui avviene l’accesso pedonale da parte di chi venisse accompagnato in automobile se non vi è modo di accedere nella corte);
  • il parcheggio nella corte (meglio se vi sono uno o più stalli riservati alle persone disabili);
  • eventuali ulteriori porte di accesso di utilizzo non riservato a personale specializzato (ad esempio la centrale termica, locali contatori, ripostigli e via dicendo);
  • spazi notevoli (ad esempio per la sosta nel verde oppure il casellario postale).

Tutti questi punti necessitano di essere serviti da percorsi effettivamente transitabili, il che significa opportunamente pavimentati, di larghezza sufficiente, di pendenza limitata, dotati di spazi di manovra e di sosta opportunamente dimensionati ed ubicati nei punti dove servono.

Nulla di impossibile, quindi, ma molte volte quello che troviamo è di opposta natura, e di fatto impedisce a persone con qualche difficoltà -non solo quelle su sedie a ruote basta l’essere anziani o infortunati- di muoversi da e verso l’edificio. Si tratta di una limitazione assolutamente non accettabile.

autore: Massimo Meneghin

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