Molte barriere architettoniche sono superabili.

I problemi li conosciamo, sono le soluzioni a mancare, a volte ma non sempre, o almeno così sembra ed in quasi tutti i settori.

Molte volte addirittura riteniamo -chissà perché- sia impossibile rimediare alla situazione che viviamo, anzi subiamo, specie se si tratta di problemi legati alla mobilità. Ma la tecnica è già in grado di darci quanto ci serve, ed i costi -in moltissimi casi- non sono così elevati, perché allora non porre mano alla cosa?

Spesso i problemi non sono tali perché ci sono soluzioni che li azzerano.

Quando siamo sotto la nota pressione che assale chi è chiamato a risolvere i problemi generalmente diamo le solite risposte -nessuno ce ne voglia- di tipo “attendista”, di solito causate da uno di questi motivi:

  • la non conoscenza (del problema come tale e delle possibili soluzioni)
  • l’inerzia (che ci spinge a non fare ma solo a lamentarci),
  • cattive esperienze (aver incrociato professionisti, fornitori ed imprese non all’altezza).

Un atteggiamento diverso è risolutore.

Affrontare le cose in modo diverso ci consente perfino di studiare delle soluzioni specifiche, il che non significa siano impossibili, ma nella stragrande maggioranza dei casi siamo in presenza di problemi e soluzioni codificate.

Nel primo caso sono richiesta capacità di analisi e di elaborazione per rispondere al caso particolare, nel secondo invece è sufficiente conoscere quanto sul mercato, in termini di fornitura, e quali sono le classiche modalità operative, dal punto di vista progettuale e realizzativo.

Nella rete, e pure in questo sito, non mancano gli esempi dei classici modi di dare risposta alle problematiche già dette, partendo dalla disabilità motoria e dalle barriere architettoniche che limitano la qualità di vita di molti di noi.

I casi, infatti, non mancano e sono più o meno noti ed anzi ricorrenti, non in ordine di importanza dovremmo perciò iniziare da queste macro aree relative agli edifici ed a ciò che li circonda:

  • gli spazi pertinenziali,
  • i dislivelli,
  • i servizi igienici,
  • le finiture.

autore: Massimo Meneghin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *