Porta della pace

Massimo Meneghin porta della pace

Gli spazi “particolari” non mancano.

Nelle nostre città, da attraversare, meglio se in tangenza, a tutta velocità, le strade creano molti spazi di risulta. Sono rimasugli di terreno, difficilmente accessibili, a volte ben in vista che finiscono per diventare il simbolo del degrado.

Che fare? Anzi che fanno le amministrazioni che hanno in carico queste aree?

Il tema è quello dell’abbellimento, come si diceva un tempo “fare le cose per bellezza”. Il che altro non è che fare qualsiasi cosa -quindi anche molto brutta per poi “vestirla” per nascondere la bruttezza. Perfetto, no?

Qualcosa abbiamo già scritto in questo sito a proposito dei monumenti nelle rotonde, che si ammetterà essere spesso vere e proprie perle…

Tentiamo ora una ulteriore lettura dello stesso tema. Sicuramente drastica, che non si perde nei dettagli ma guarda alla sostanza, potrebbe essere così:

Spazio brutto: ci mettiamo una statua, scultura, opera d’arte, quindi il bello per definizione…

Nessuno capisce cosa sia (qualcuno penserà essere un rottame…): aggiungiamo il cartello, con il titolo, ad uso degli incolti…

Il risultato non sembra però all’altezza: se la “porta della pace” non può essere attraversata che porta è?, se è visibile più il cartello che la scultura torna tutto?

Stiamo in pace, se ci riusciamo, così siamo in sintonia con il tema!

 

autore: Massimo Meneghin

 

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