Massimo Meneghin vuoti e pieni che battaglia

La lotta tra vuoti e pieni non quella tra i buoni ed i cattivi, epica, troppo impegnativa, anzi non c’è nemmeno la più piccola disputa, ad ogni spazio aperto-libero corrisponde, appena possibile, il suo cubo riempitivo…

Se oggi assistiamo ad un rallentamento è solo per la crisi economica, dei cui pochi aspetti positivi evidentemente non ci rendiamo conto, né in questo né negli altri contesti (ad esempio la riduzione dell’inquinamento e degli incidenti sul lavoro ma anche la presenza in famiglia dei genitori disoccupati…) ma appena vengono trovati alcuni euro ecco che spunta il bubbone…

E’ un fatto culturale o c’è dell’altro? Di certo la regola è costruire, cioè aggiungere, senza mai rivedere ciò che già c’è e men che meno demolire: perfino il più deteriore degli edifici, illegittimo, nemmeno condonato ed anzi staticamente incapace di reggersi in piedi, può essere rimosso. Ricordiamo a noi stessi che perfino l’abbattimento del più famoso ecomostro è stata dichiarata illegittima (la demolizione, non la costruzione…).

Tornando al quesito, perché non si può nemmeno parlare di demolizione? Forse perché ci riporta al ricordo di guerre lontane o della povertà diffusa un tempo, non riesco a crederlo: le sole risposte plausibili sono due.

La prima, culturale o teorica,  si basa sulla nostra incapacità di immaginare qualcosa di diverso da quello che c’è, il che è un grandissimo limite ed impedisce ogni forma di progresso, con la sola eccezione di quello tecnologico, che infatti, ci viene imposto dall’esterno!

La seconda, bassa e concreta, è legata al fatto che il proprietario vota e nessuno si tira contro nessuno… con buona pace del governo della cosa pubblica e simili principi, relegati ai congressi dei partiti ed alle promesse elettorali (“faremo, eccome se faremo, vedrete che tutto cambierà”) ma allo stesso tempo si garantisce ad ognuno di poter fare ciò che vuole (da “padroni in casa nostra” alle definizione di “libertà”) compreso il mantenere gli scempi ed anzi farne di nuovi!

 

autore: Massimo Meneghin

Vuoti e pieni (che battaglia!)

Un pensiero su “Vuoti e pieni (che battaglia!)

  • 15 Aprile 2014 alle 11:31
    Permalink

    #vuoto e #pieno non compenetrati ma contrapposti, come nel classico bicchiere in cui non li vogliamo far convivere…

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *