basta strade

Si continuano a costruire strade, si collega il nord con il sud e l’est con l’ovest ma anche il nord-est con il sud-ovest ed il sud-est con il nord-ovest, e così il nord-est con il sud-est ed il sud-ovest con il nord-ovest.

Strade, autostrade, superstrade, strade urbane ma pure strade di scorrimento, strade vicinali, strade private e strade silvo-pastorali, ognuna con i suoi svincoli, che ormai non si contano più per cui il territorio è fatto a strisce, meglio dire fatto a fette, concetto cacofonico ma chiaro.

Serve questa distesa di asfalto? Sembra di si, visto che dove manca non c’è non ci si muove più. Assodato che le strade servono possiamo chiederci a quale scopo?

La risposta in molti casi potrebbe suonare così: ad attività fondamentali quali l’andare in ufficio, in negozio, in fabbrica, a scuola, ecc.. Certo, il mito del terziario, e non solo, dove si lavora al coperto, non ci sporca e non si fatica, oggi lavorando tutto il tempo davanti ad un elaboratore connesso alle rete, ma allora perché non farlo da casa, con lo stesso elaboratore connesso alla stessa rete?

Dove sono finiti gli strateghi del telelavoro? Anzi dove sono finiti gli strateghi? Mai avuti! E’ vero, drammaticamente vero. Qui si naviga a vista, anzi non si vede niente, forse non si naviga proprio ma -per nasconderlo?- si costruiscono strade.

 

autore: Massimo Meneghin

2 pensieri su “Basta strade!

  • 5 Febbraio 2014 alle 11:43
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    #bastastrade, ripeto basta #strade, c’è bisogno che a muoversi sia altro da noi, ed è già oggi possibile!

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  • 5 Aprile 2014 alle 15:44
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    Interessante la provocazione.
    Rispondo con altre.

    C’era una volta Internet, la comunicazione globale. Alla sua diffusione si disse: “Finalmente si risparmierà sulla carta, libri documenti, … Tutto è digitale ed accessibile a tutti.” Si scoprì che il consumo di carta aumentò, molte cose venivano stampate, per essere poi lette, ma con calma, anche cose di scarso interesse, che mai prima sarebbero state prese in considerazione.

    C’era una volta Internet, lo strumento che eliminava le distanze. Fiorirono web shop che vendevano qualsiasi tipo di merce, per accontentare qualsiasi tipo di utente. “Finalmente non dovrò più uscire di casa per acquistare le piccole cose che mi servono”, qualcuno disse. E fu così che quel qualcuno non dovette più fare 200 m, 1, 2 o 10 km per acquistare un maglione, le pile, la verdura, ma questa arrivò direttamente a casa sua, portata da un corriere che l’aveva trasportata per 100, 1000, 10000 km.

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