associarsi

Lavorare insieme o in compagnia? In una parola: associarsi? La domanda è retorica ma solo fino ad un certo punto.

Vero che in molti casi l’alternativa non c’è: un centro commerciale con un solo negozio non è un centro commerciale ma un… negozio.

Altrettanto vero che in certi casi può essere vantaggioso fare da soli (per l’operatore) ed aver direttamente a che fare con la sola persona che lavora (per il committente): meno filtri, meno passaggi, meno spese, meno perdita di tempo.

Chi vince, allora? Come spesso la risposta è: dipende.

Certo che in un mondo globale lo spazio per il singolo è diverso da quello di un tempo. Nel mondo lavorativo chi può fare davvero tutto da solo? Un tempo il falegname faceva tutto,  non solo i mobili ma anche la colla e si costruiva perfino gli strumenti, ma oggi?

Il processo è ovvio quanto noto. Servono relazioni, che possono essere più o meno strutturate. Fondare e lavorare in società può non essere diverso dal farlo come singoli che di volta in volta operano in simbiosi con altri, che fanno lo stesso lavoro o uno complementare, con la flessibilità del caso.

Come concludere? Non c’è la soluzione precostituita e ciò che vale per un caso può non essere adatto all’altro ma soprattutto per chi non voglia diventare eremita -davvero, non il finto alternativo- l’associarsi (in qualche modo) è oggi inevitabile.

autore: Massimo Meneghin

Un pensiero su “Associarsi

  • 3 Ottobre 2014 alle 09:27
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    ‪#‎associarsi‬ non ha alternativa, nemmeno per gli asociali!

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