Massimo Meneghin cambiare punto di vista

Spesso si è cattivi giudici di se stessi. La difficoltà di essere obiettivi quando siamo immersi nel sistema è, o dovrebbe essere, palese.

Non è facile, in un certo senso ci aiutano i detti popolari, dal criticare la pagliuzza ai due pesi e due misure. Anche la prima lezione di fisica un tempo iniziava con la dissertazione sulle bacinelle contenti acqua a diversa temperatura e come inserire la mano nella stessa bacinella dava sensazione diversa a seconda della precedente azione, fino a far percepire contemporaneamente la stessa acqua calda per una mano e fredda per l’altra!

Qualcuno, forse più eloquente, sentenzia che l’occhio non vede se vedente. Per comprendere come stanno davvero le cose dobbiamo estraniarci e guardarle da fuori. L’esercizio può ricordare a qualcuno l’oggettività -vera o presunta- della scienza o certi esperimenti artistici degli anni settanta, di sapore completamente diverso ma assai vicini.

Che cosa scopre colui che davvero si guarda intorno, con l’occhio disinvolto di chi non cerca conferme ma vuole capire?

Per chi vuole fare questo gioco ma necessita di un supporto, quanto meno per iniziare il consiglio è presto detto. Per vedere diversamente basta cambiare un elemento, ad esempio il punto di vista.

Guardare la televisione senza audio mostra la drammaticità della pochezza dei programmi, leggere i giornali qualche tempo dopo e verificare la bontà delle previsioni dei sapienti li copre di ridicolo ma basta ancor meno, una foto della pianura padana dall’alto è eloquente, in barba alle inutili discussioni quotidiane.

Ci stiamo avvelenando, non dovremmo fare qualcosa?

 

autore: Massimo Meneghin

Un pensiero su “Cambiare punto di vista

  • 2 Ottobre 2014 alle 15:10
    Permalink

    per rendersi conto di cosa sia diventato ciò che ci circonda basta un piccolo ‪#‎cambiamento‬ del punto di vista

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