Massimo Meneghin eccellenza innovazione sotenibilità

Eccellenza, innovazione e sostenibilità sono gli ingredienti che servono in un paese che ha sposato la mediocrità, è nei fatti vecchio e superato in tutto o quasi e che si sta autodistruggendo.

Pressoché tutti proclamano in ogni sede il nuovo verbo, innegabile ma altrettanto indiscutibile è però il fatto che troppo spesso, qui come altrove, il parlarne serve a nascondere l’esatto contrario. Chi lo fa non lo dice, chi ne parla si guarda bene dall’agire…

Di fatto la cosa è divenuta slogan, frasetta buona per tutti gli usi, predica che ci fa sentire meglio e poi tutto come prima. Il perseguire i tre obiettivi comporta, infatti, scelte dolorose delle quali nessuno parla, citiamone solo un paio: eccellenza è staccarsi verso l’alto (e quelli che restano giù?), innovazione è letteralmente introdurre il nuovo (che fare delle buone vecchie pratiche?), sostenibilità è rispetto (che facciamo di tutto ciò che non lo è?).

Per chi fa finta di nulla, sazio per l’aver visto un programma televisivo colto, ecco gli interrogativi del caso:

– non si può eccellere senza un impegno che per definizione deve essere stra-ordinario e che può non bastare, l’eccellenza è un fatto di risultati, nulla a che vedere con l’intenzionalità di religiosa memoria e men che meno con i diritti distribuiti a pioggia;

– essere innovativi comporta intraprendere strade che non necessariamente risulteranno vincenti e possono comportare esborsi economici rilevanti ed infruttuosi, incertezza cui corrisponde la sicura espulsione di tutti coloro che non sono disponibili o compatibili al nuovo;

– la sostenibilità impone da subito l’abbandono di pratiche che ci sono care ed alle quali la maggior parte di noi non vuole rinunciare, costi quel che costi, e la ricerca -prima- e l’applicazione -poi- di pratiche molto rinunciatarie rispetto alla contemporaneità.

Quello che serve è perciò prima, cioè adesso, la consapevolezza, a tutti i costi, solo poi possiamo redigere un piano per raggiungere i tre obiettivi ed affrontare le conseguenze nel breve e nel lungo periodo, magari con l’altro ingrediente spesso citato ed altrettanto ostacolato: la creatività.

 

autore: Massimo Meneghin

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