Massimo Meneghin offerta economicamente più oltraggiosa

Serve innovazione e serve creatività. Tutti d’accordo, meno se cerchiamo di farlo davvero. Quali potrebbero essere, infatti, gli interventi da fare?

Due tra le risposte possibili quelle più gettonate.

La prima è quella teorica, di cui se vogliamo parlarne bene abbiamo modo di riferirlo alla situazione del lungo periodo, al mondo ideale cui dovremmo tendere, la nota strategia da attuare a piccoli passi, ben orientati. L’esempio più eclatante ci è dato naturalmente in primis dai politici, con il loro stuolo di yes-man, dirci cosa fare senza però proporre -di fatto- alcunché, salvo dirci che è colpa nostra se non si avverano le profezie…

La seconda è quella pratica, opposta all’altra, fatta del quotidiano e dell’interesse spiccio. In altri termini difendere a spada tratta i propri privilegi, anche i più piccoli, bloccando ogni modifica, le quali , infatti secondo costoro, devono riguardare l’altro-da-se,: tutto deve cambiare ma per gli altri. Esempio: basta automobili, centri pedonali ovunque e via dicendo ma non a casa mia, io devo continuare a fare anche i dieci metri in auto, inquinando a più non posso e parcheggiando selvaggiamente.

Quale la proposta odierna, perciò? Se consideriamo che il nostro periodo potrebbe essere definito quello del “massimo ribasso”, perché la nostra intelligenza ha saputo partorire i meccanismi di scelta tra le offerte così basate: la genialità del più a meno. Poi crollano i ponti appena inaugurati, ed anzi consegnati anzi tempo… Ed allora non ci resta che l’ironia: dall’offerta economicamente più vantaggiosa non resta che passare a quella più oltraggiosa!

 

autore: Massimo Meneghin

2 pensieri su “Offerta economicamente più oltraggiosa

  • 25 Febbraio 2015 alle 11:33
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    il vero progresso è passare dall’offerta economicamente più vantaggiosa a quella più oltraggiosa!

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  • 26 Febbraio 2015 alle 09:00
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    Massimo.
    Io credo che introdurre la parola “oltraggio” nell’ ambiente pubblico e non pubblico che esegue le opere pubbliche e non solo in quello, sia la cosa più opportuna. Vorrei portare un esempio che conosco: gli allagamenti che interessano frequentemente Mestre e che sono dovuto a disfunzioni del sistema fognante. Basterà asserire che tutte le opere (e sono numerose e molto costose) che vengono fatte e che fanno ovviamente parte di un insieme fognario molto complesso, molto difficile ma sicuramente ed interamente interconnesso visto che siamo in territorio pianeggiante e difficilissimo da questo punto di vista, ebbene tutti questi lavori vengono ideati ed eseguiti senza la conformità con un progetto generale di insieme che ne garantisca la organicità e coordinazione complessive senza le quali l’insieme non può veramente funzionare come di fatto non funziona proprio. Ebbene un quinquennio fa da Roma è arrivata la nomina di un commissario straordinario che provvedesse a sistemare le cose nella persona dell’ottimo ing. Mariano Carraro. Quando questo illustre e valido ingegnere ha cominciato a por mano ai problemi, si è accorto, anche per l’insistenza dei nostri comitati anti alluvione, che non poteva decidere a ragion veduta mancando il citato progetto generale essendo quello esistente vecchissimo e nominato solo per promemoria. Ha quindi dato incarico di compilare un vero e proprio progetto generale all’ing. Petris di S. Donà di Piave il quale ha redatto un corposo elaborato, nominato esattamente “Revisione critica dello studio generale del sistema di raccolta e collettamento delle acque meteoriche nel territorio della terraferma veneziana” redatto da “Ingegneria 2P” di San Donà di Piave, che prevedeva l’insieme delle opere anche fognarie che lo stesso ingegnere riteneva necessarie. Poi l’ing. Carraro terminati i tre anni di durata dell’incarico se ne è andato. Oggi quell’elaborato non viene nemmeno consultato né nominato in nessun nuovo progetto. Si continua come il solito con l’improvvisazione a seguire l’emergenza. Una mattina ci si sveglia e si prevede un’opera fognaria che è fine a sé stessa e senza che ne venga garantita alcuna conformità con progetti generali se non con frasi generiche, l’ultima delle quali e che conosco è la seguente: Il presente elaborato trae origine dallo studio tal di tali. Nessun altro riferimento: non un dato, una descrizione di appartenenza al precedente studio, un dettaglio costruttivo precedentemente definito, un profilo generale di controllo funzionale dell’insieme, null’altro. Domando: cosa significa letteralmente la frase da sola “trarre origine”?
    In definitiva io sostengo che agire per improvvisazione come si sta facendo significa proprio “oltraggio”. Oltraggio verso i comuni cittadini come noi innanzitutto, oltraggio alla disastrata economia italiana che richiederebbe senza dubbio un oculato impiego delle poche risorse economiche, oltraggio alla tecnica vera che dovrebbe costituire la base di queste grandi opere, oltraggio all’onestà intellettuale di chi agisce seriamente, oltraggio alla preparazione tecnica di questi personaggi, ed infine, nel caso specifico , oltraggio all’ing. Carraro che ha fatto redigere uno studio generale del sistema idrico mestrino e che non viene considerato per nulla, per nulla, tanto da doverlo ormai considerare sorpassato dagli eventi mentre, chiaramente, si sarebbe dovuto o dichiarare annullato e sostituito oppure provvedere ad aggiornarlo man mano che intervenivano nuovi programmi di opere pubbliche che in qualche modo lo interessavano.
    Marcello Meneghin

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