Massimo Meneghin smetterla di inseguire il consenso

Il rischio di apparire anacronistico se non addirittura antidemocratico è forte ma deve essere corso.

Premesso che siamo in presenza di alcuna deriva dittatoriale, sfido chiunque a controbattere il titolo: grossa parte del puzzolente guaio in cui siamo immersi è dovuto al continuo inseguire il consenso.

Tutto quello che diciamo e facciamo deve essere approvato da tutti. O dalla maggioranza, visto che siamo in democrazia.

Lo scopo è chiaro, l’appoggio di un grosso numero di persone, meglio se formano il gruppo più numeroso, limita le contestazioni ed anzi spiana la via.

Quale però il risultato?

Lo vediamo ogni giorno, è l’appiattimento, lo schiacciamento di ogni proposta verso il basso. In un mondo estremamente competitivo come quello di oggi è del tutto chiaro come questa strategia porta al fallimento, ed il sorriso nella bocca dello stolto di turno non ne cambia la natura.

Gli esempi sono tantissimi, difficile perfino iniziare, dovendo in un certo senso indicare per primi i casi più emblematici: la televisione è probabilmente il massimo. Si guardino quei programmi “antologici” e tappabuchi: più quello che vediamo è datato più è interessante.

Ovviamente si dirà che arrivati a zero non si potrà che ripartire ma è l’ennesimo errore. Toccare il fondo non è il peggio che possiamo fare, si può andare oltre, ci sono anche i numeri negativi, basta scavare!

 

autore: Massimo Meneghin

4 pensieri su “Smetterla di inseguire il consenso

  • 29 Giugno 2014 alle 07:51
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    l’inseguimento del ‪#‎consenso‬ ci ha portato dove siamo: non sarà ora di smetterla?

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  • 29 Giugno 2014 alle 22:41
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    ok per i numeri negativi!

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  • 30 Giugno 2014 alle 18:09
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    con me sfondi una porta aperta – del consenso non me ne è mai fregato nulla

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