Massimo Meneghin rappresentazioni

Grossa parte di ciò che faccio si confronta con il tema, che forse è in realtà un problema, delle rappresentazioni. Non è possibile non descrivere quello che c’è, se non altro per comprenderlo, e quello che non c’è, per renderlo realizzabile. Se poi il mestiere che facciamo è quello di progettare, cioè di agire per fare quello che ancora non esiste non c’è alternativa: dobbiamo essere capaci di trasmettere ad altri tutte le indicazioni necessarie perché il processo costruttivo possa avere buon esito.

Molti sono i possibili modi in cui rappresentare, di alcuni verrà data notizia in questa sezione, pubblicandone un brevissimo testo ed un esempio. Non vi è la volontà di catalogarli ma solo di suggerire un ragionamento su ciò che facciamo, sul modo in cui agiamo. Troveremo perciò una sorta di parziale rappresentazione dell’atto -appunto- di rappresentare, come lo facciamo volontariamente o perché costretti ma anche involontariamente: dallo schizzo -fatto dal progettista per se- al rendering -eseguito perché la committenza abbia piena coscienza dell’opera prima che questa venga realizzata, dal disegno tecnico -da presentare ai vari enti per ottenere le autorizzazioni- a quello esecutivo -da consegnare a chi costruisce- ma anche testi -che descrivono con le parole- e fotografie -che meccanicamente registrano la realtà.

Questi i primi esempi:

 

autore: Massimo Meneghin

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