Massimo Meneghin formazione permanente (come se)

L’insieme delle conoscenze possibili -ed in parallelo quelle necessarie per operare- è in aumento vertiginoso.

Chi ha misurato quanto l’uomo sapeva duemila anni fa ed il tempo che è trascorso per il raddoppio di quel numero di dati ci ha parlato di circa sedici secoli. La stessa moltiplicazione successivamente, quindi avviene su un numero di partenza raddoppiato, si è ridotta di continuo passando prima a due secoli e via via il processo si è ridotto fino a giungere oggi ad un paio d’anni. E si consideri che se il primo raddoppio consiste nel passare da 1 a 2, il secondo da 2 a 4 e via così per cui le nuove “cose” che veniamo a sapere in alcuni mesi sono un numero enorme, e le dobbiamo assimilare in fretta!

Per questo è necessario aggiornarsi, e forse per lo stesso motivo è divenuta obbligatoria la formazione permanente. Chi può contestarne l’importanza? Solo quelli che non lo hanno già fatto spontaneamente, le cui motivazioni sono palesi e non molto lusinghiere: non hanno capito come il mondo intero sia cambiato. Di certo non sono rimasti alla finestra (lo avrebbero visto!), probabilmente erano rifugiati nel bunker per paura della bomba, che però non c’è stata, quanto meno quella che si aspettavano, mentre contro l’altra, quella che davvero è scoppiata, né il loro rifugio antiatomico né il loro rifugio mentale sono serviti a molto…

 

autore: Massimo Meneghin

Formazione permanente (come se…)
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Un pensiero su “Formazione permanente (come se…)

  • 3 Maggio 2014 alle 10:30
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    se tutto cambia serve una #formazione continua e permanente, ma non a tutti, c’è chi non ne ha bisogno: #dinosauri!

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