le soluzioni al problema delle barriere architettoniche sono spesso troppo originali

Comprare qualcosa è sufficiente?

Anche quando abbiamo a che fare con le barriere architettoniche il più classico dei modi per risolvere i problemi è acquistare la soluzione. A patto che esista e che qualcuno la venda, magari a buon mercato, ma soprattutto che sia sufficiente allo scopo…

Tanti, infatti, vendono i materiali che i clienti semplicemente chiedono, sia nei negozi fisici che online.
Se però non parliamo di cose semplici, e quindi non basta Amazon? Chi stabilisce cosa serve e se la scelta è corretta?

Cosa influenza le nostre scelte?

Il risparmio è l’ovvio motore delle nostre azioni ma se e quando il prodotto acquistato non soddisfa i requisiti minimi? Abbiamo gettato il denaro, non c’è dubbio.

Ad esempio, che fare quando per pochi punti percentuali nella pendenza della rampa questa è maggiore del massimo consentito? E, se c’è un limite, esservi sopra ci pone fuori legge ma non dimentichiamo che il senso delle norme è funzionale alla fruizione per cui quello che non è a norma è malamente utilizzabile!

Il lavoro a norma è migliore per tutti.

Realizzare opere non a norma ci danneggia tutti, in modo diverso ma il risultato è questo.

Il danno maggiore è per il fruitore, potrebbe essere diversamente? Questi non potrà utilizzare lo spazio oppure lo farà con fatica più accentuata del dovuto, ma anche il committente ne risentirà. Sia che si tratti dell’abitante o del ristoratore, albergatore o altro, che ha speso inutilmente il proprio denaro, come potrà accettare di gettare quanto appena installato, sostenendo pure le spese di smaltimento oppure -come purtroppo spesso accade- dovrà o potrà mantenerlo grazie a false certificazioni ed alla mancanza di controlli.

Un interrogativo deve esser posto (a noi stessi)

E’ questa la soluzione? E se sì, lo è per il professionista “falsario”,  che rischia grosso, o lo è per la persona disabile, costretta a combattere quelle barriere architettoniche che teoricamente sono state abbattute? Di sicuro non lo è per il committente che ha pagato con soldi veri un’opera falsa….

un buon progetto risolve il problema delle barriere architettoniche

autore: Massimo Meneghin

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