In molti bar le barriere architettoniche non si contano

Il bar è davvero aperto a tutti?

Il bar è il luogo di ritrovo per eccellenza, viene utilizzato da molti di noi, giovani e vecchi, maschi e femmine, studenti e lavoratori, pensionati e disoccupati, nessuno o quasi sfugge! Qui nascono amicizie, affari ed ovviamente non solo…

Non tutti questi, che per definizione sono “locali pubblici” o se si preferisice “pubblici esercizi“, sono accessibili a tutti. Volendo essere più precisi, in molti casi riescono a fruire di questi spazi solo le persone che per che con un brutto termine definiziamo “normodotate“, colori che invece hanno qualche problema fisico non riescono materialmente ad entrarvi o ad utilizzare quanto qui presente principalemtne a causa delle barriere architettoniche.

Le barriere architettoniche possono impedire l’accesso al bar ed il movimento all’interno.

Il problema però è nella stragrande maggioranza dei casi risolvibile, consentendo così l’accesso -e non solo- a questo che non è uno spazio di perdizione ma il più diffuso luogo di relazione. Il che significa che impedirne la fruizione a chiunque è a tutti gli effetti un atto di violenza e ricorda certi cartelli affissi all’esterno di alcuni locali quando e dove il razzismo era imperante.

Alcuni semplici controlli da fare.

Per impedire tutto ciò possiamo iniziare da un rapido check-up che ci spinga a verificare pochi ma importantissimi elementi:

  • l’accessibilità, perché come è ovvio dall’esterno spesso non si può entrare, basta un gradino -in realtà anche mezzo- per lasciare fuori le persone disabili;
  • gli spazi di manovra all’interno, in questo caso il motivo è legato alla necessità di potersi spostare, e quindi verte soprattutto sugli arredi fissi ma anche sulle porte;
  • i servizi igienici devono essere utilizzabili, il che significa raggiungibili come vano ma anche come singoli apparecchi, cosa che richiede l’installazione di oggetti idonei disposti nel rispetto dei corretti spazi necessari a chi deve muoversi su una sedia a ruote.

Ulteriori considerazioni potrebbero essere estese al parcheggio ed all’arredamento ma già il soddisfare i tre punti anzidetti deve considerarsi un successo!

Barriera architettonica risolta (con poco)

autore: Massimo Meneghin

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