Se l’APE non è quello che dovrebbe essere chi ne risponde?

La vicenda è nota, ad ogni contratto per il trasferimento oneroso di diritti immobiliari -quindi quelli di compravendita ma anche di affitto- deve essere allegato l’Attestato di Prestazione Energetica, quello che generalmente abbreviamo in APE, figlio dell’Attestato di Certificazione Energetica, che chiamavamo ACE, e parente dell’Attestato di Qualificazione Energetica, l’ AQE. Perfino gli annunci immobiliari, compreso il cartello “VENDESI”, devono riportare il dato risultante dall’APE, che quindi deve essere posseduto.

Si tratta a tutti gli effetti di un mercato enorme, impossibile per molti non buttarvisi a corpo morto, se aggiungiamo la possibilità di sfruttare internet il gioco è fatto. La vicenda è nota: ci sono professionisti i che effettuano il proprio lavoro fatto di sopralluoghi, analisi dei dati e loro elaborazione e che per questo di chiedono di essere correttamente pagati, ce ne sono altri che propongono on line il medesimo risultato a prezzi stracciati.

Le differenze sono evidenti: il prezzo innanzitutto, alcune centinaia di euro contro alcune decine. Il rapporto potrebbe essere di dieci a uno, ad esempio 30 contro 300, ma anche 50 contro 150 non è male, si tratta pur sempre del triplo.

A seguire, non c’è dubbio, lo svolgimento: chi per poche decine di euro redige l’APE non attraversa  certo l’Italia e nemmeno dedicherà troppo tempo alla cosa. Non dimentichiamo che si tratta di prezzi al lordo delle imposte, per cui il netto è pari alla metà e chi si appoggia a servizi per la promozione deve corrispondere una buona parte pure a questi…

Si dirà che si tratta problemi del solo redattore della certificazione ma non è del tutto corretto, ecco alcuni interrogativi capaci di mostrare la cosa:

  • alcuni proprietari di case hanno pagato (poco) tecnici che non hanno eseguito il lavoro, e per cifre tanto basse non vale la pena tentare il recupero,
  • altri hanno acquisito un’attestazione che dichiarava una classe energetica più bassa di quella reale, svalutando così la casa per un importo molto maggiore del risparmio conseguito usufruendo di un tecnico low-cost,
  • altri ancora si sono trovati per le mani l’APE dichiarante una classificazione più alta del dovuto ed anche la relativa causa per la richiesta di restituzione di parte dell’importo incassato.

Ognuno tragga le proprie conseguenze, e naturalmente risparmi come creda.

autore: Massimo Meneghin

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