La casa abusiva non si può né vendere né comperare.

La domanda sembra sciocca ma non è scontato l’avere o il comperare una casa vendibile visto che la legge che ha istituito il condono edilizio, siamo quindi  a metà degli anni Ottanta, ha stabilito che gli edifici non in regola con le concessioni edilizie e le autorizzazioni edilizie -i titoli allora vigenti, oggi sostituiti dal permesso di costruire e dai suoi surrogati- non possano essere trasferiti tra vivi. Banalmente ciò significa che i rogiti notarili possono essere annullati se nel fabbricato sono presenti difformità rispetto alle autorizzazioni rilasciate.

Malgrado la molta giurisprudenza in materia, molti ignorano questo tipo di problema e c’è pure chi si comporta allo stesso modo pur essendone a conoscenza, il rischio di esserne fortemente danneggiati è però rilevante. Tale fatto non può che suggerire, e non solo per motivi etici, peraltro da non trascurare, di verificare quello che si vende e quello che di compera.

Troppe volte si è costruito senza permesso o in modo diverso da questo, il che configura comunque l’abuso, ed il fatto di essersi abituati a vedere certi edifici per decenni, senza alcuna contestazione ufficiale o meno, non comporta che tali case diventino legittime. Se l’edificio è abusivo rimane tale, solo l’eventuale acquisizione della sanatoria, può modificarne la legittimità, non certo il trascorrere del tempo ed il dimenticare l’effettivo andamento dei fatti.

Per questi motivi una persona ragionevole che debba vendere o comperare casa non può che verificare preventivamente la conformità dell’edificio, da solo o con l’aiuto di un professionista di fiducia in modo da rogitare in modo consapevole, se possibile, oppure da prendere quelle che potremmo definire “contromisure”.

A chi fosse d’altro parere consigliamo di pensare a quale richiesta di danni potrebbe essere chiamato un venditore che cedesse un immobile più o meno difforme dal lecito, rispetto alla quale non ci sono elementi da portare a propria difesa. Ed analogamente chi effettuasse un acquisto che potremmo definire quanto meno incauto, per non dire di peggio, come può pensare di farla franca visto che prima o poi il problema si riproporrà, magari a ruoli invertiti con lui stesso quale venditore che garantisce per l’operato di altri?

Chi deve vendere e chi deve acquistare, se non è un esperto del settore, ed ovviamente non basta aver letto qualche riga online, dovrebbe far fare la verifica della legittimità del fabbricato da commercializzare. Eventualmente si potrà estendere l’incarico con la sanatoria o la perizia perché dormire sonni tranquilli non ha prezzo.

autore: Massimo Meneghin

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